Pedagogia del dono. Insegnare il riconoscimento dei valori altrui a scuola

Alcuni meccanismi scolastici che acquisiamo durante la nostra esperienza infantile, possono continuare a guidare i nostri comportamenti, atteggiamenti e visioni del mondo per tutto il resto della nostra vita.

Così la dinamica di giudizio tipica del sistema dei voti, può veicolare sentimenti di invidia, rabbia e difficoltà a riconoscere le differenti intelligenze che abbiamo e i valori altrui. Ad esempio se ad una verifica di matematica un bambino che ha studiato moltissimo riceve un 7 e il suo compagno che ha studiato in maniera approssimativa l’argomento della prova riceve un 9, questo evento potrebbe indurre nel primo un sentimento di ingiustizia e la nascita di emozioni negative che possono riversarsi sul suo compagno. Ciò che il bambino non sa, è che il suo compagno ha un’intelligenza logico-matematica.

Ciascuno di noi ha una peculiare intelligenza  (o più di una) che ci permette di esser particolarmente prestanti in certi ambiti e meno in altri. Purtroppo a scuola le intelligenze su cui le attività si concentrano, vertono principalmente sull’intelligenza linguistica e quella logico-matematica.

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Ma Gardner ci insegna che le intelligenze sono molte di più, almeno 9. Quest’anno le nostre attività ruotano attorno a questo principio ed ogni giorno vengono proposte attività che toccano le varie capacità di apprendimento dei bambini. Questo impone a noi maestri di non cadere nel riduzionismo linguistico-matematico e di valorizzare le peculiarità di ciascun bambino.

Ma questa attenzione da sola potrebbe non bastare per accrescere nei bambini la capacità di riconoscere i valori altrui, oltre ai propri. E questo, è un aspetto per noi fondamentale. Abbiamo osservato negli anni che un approccio eccessivamente basato sulla libertà come strumento, permette a molti bambini di essere in profonda connessione con se stessi, centrati e sicuri delle proprie scelte, ma il rischio è che il bambino ponga se stesso al centro del mondo, con i suoi desideri, la sua volontà e ciò che desidera. Il rischio è che possa perdere di vista il valore degli altri, mettendo troppo al centro il proprio.

Così abbiamo deciso di istituire un momento in cui i bambini, attraverso un gioco, riconoscano a turno, il valore di ogni compagno di scuola.

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Ad ogni bambino è stata donata una piccola bottiglia di vetro ed altrettante ce ne sono per ogni intelligenza, contenenti palline dei colori corrispondenti.

Il venerdì all’ultima ora ci ritroviamo nella sala comune e un bambino alla volta, con la propria boccetta davanti aperta, attende che gli altri gliela riempiano con le perline dell’intelligenza che gli riconoscono.

E’ un momento di rara bellezza, in cui emergono interessanti dinamiche.

E’ anche un momento di estrema sinergia e connessione tra tutti noi.

Ci si sente riconosciuti, ci si sente visti, ci si sente apprezzati, ci si sente valorizzati.

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Le nostre boccette hanno tutti colori diversi, ma tutte la stessa quantità, perchè ciò che vogliamo trasmettere ai bambini è esattamente questo.

Possiamo avere modalità differenti, sfumature che ci distinguono, modalità esistenziali peculiari, ma tutti abbiamo lo stesso valore.

Siamo tutti importanti e tutti intelligenti.
Siamo tutti delle creature stupende e variopinte, dobbiamo solo ricordarcelo più spesso.

 

 

 

 

 

 

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