ma voi ancora usate le sedie?

Durante la mia ricerca in India, ho riflettuto moltissimo sull’utilizzo delle sedie nelle nostre scuole.

In caso non lo sappiate in India, a scuola come a casa, l’abitudine è quella di stare seduti a terra, nella classica posizione a loto, in caso siate occidentali a tulipano, con le ginocchia in bocca e le articolazioni urlanti.

Quella che all’inizio può sembrare una tortura evitabile e incomprensibile, lentamente mi ha mostrato delle ricchezze inaspettate e mi ha portato a chiedermi il perché da noi vengano utilizzate le sedie.

No, davvero. Pensateci seriamente e trovatemi almeno 5 valide motivazioni per le quali usiamo le sedie.

Per tenere la schiena dritta? Per essere isolati dal freddo che viene dal pavimento? Per ricordarci che siamo esseri al di sopra degli insetti? Per coltivare scoliosi e sostenere la categoria dei fisioterapisti e massaggiatori? Per controllare? Per imporre la staticità?

Forse per tutte, o forse per nessuna di queste. Fatto sta che io non ho trovato valide motivazioni alla loro presenza.

Al contrario in India, ho trovato numerose buone ragioni per stare a terra.

Se avete l’idea di bambini indiani che a scuola fanno yoga con incensi accesi e Buddha giganti sornioni fate subito piazza pulita dello stereotipo. Quello che ho scoperto in India è che lo yoga è nella vita quotidiana, stare a terra è un esercizio yogico quotidiano.

Stare a terra impone al corpo silenziosamente e perfettamente la posizione con la schiena dritta, e la mia impressione è che l’allineamento della schiena porta con sé un allineamento dei pensieri. Maggiore è la centratura del corpo e maggiore sarà quella della psiche. Questo non l’ho letto da nessuna parte, ma l’ho percepito e l’ho visto nei bambini e nei maestri indiani.

Inoltre stare a terra asseconda in maniera più armonica il movimento naturale dei bambini. Aldilà che osservandoli noterete come evitano sedie e tavoli, stare a terra permette loro di fare molti movimenti senza rischiare di cadere, mettere alla prova il sistema nervoso della maestra o sentirsi in trappola e paradossalmente, più si muovono più mantengono la concentrazione.

Ed ultima, ma non per importanza, la logistica. Avere dei cuscini da spostare piuttosto che delle sedie è tutta un’altra storia… Pensate a dover spostare ogni volta che si vuol fare un’attività tutte le sedie e i tavoli di una classe, pensate alla confusione che provoca ma soprattutto lo scompiglio e la possibilità che il mobilio accatastato provochi slavine scolastiche.

Con i tavoli bassi e i cuscini il gioco è molto semplice, una pila di tavoli che non raggiungerà mai il soffitto e cuscini tra loro come farcitura.

E siccome le buone idee hanno scarso valore se non diventano pratiche, da quest’anno abbiamo tolto sedie, tavoli e banchi.

Grazie al lavoro estivo di un papà, ora a Casa Azzurra (il ramo di primaria e secondaria di primo grado di Serendipità) trovate solo tavoli bassi.

Ai cuscini ci hanno pensato i bambini, è bastata un’ora e quello che era un würstel di ovatta in men che non si dica è diventato un cuscino personalizzato.

E voi cosa aspettate? Armatevi di sega e iscrivetevi al fronte di liberazione delle sedie e dei tavoli. Segate gli zampi e liberate una sedia di fronte ad un tramonto.

L’infanzia ve ne sarà grata, la vostra schiena anche …

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...