LA PORTA DEL TEMPO

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” e questo cos’è??”
” sembrerebbe un proiettile”
” ma è vecchio!”
” forse, portiamolo a scuola. Proviamo a studiarlo”.

L., papà di I., lavora nelle forze dell’ordine.
Lo porta ad analizzare.

E’ un proiettile di un mitra, di fattura americana.
Seconda guerra mondiale.

” ma come sarà finito nel nostro campo? Cos’è successo? Chi ha sparato?”
” ma è morto qualcuno?”
“ma… cos’è la seconda guerra mondiale? Ci sarà la terza?”

Pochi giorni dopo l’apertura della scuola, durante una delle nostre abituali giornate nella natura, un piccolo ritrovamento, ha aperto le porte ad un argomento che non avevamo pensato di affrontare.
La chiamano educazione incidentale.
Noi la chiamiamo serendipità.

3 cm di ottone hanno dato vita a lunghe discussioni, racconti e a una gita.
L’immancabile gita, non so com’è nelle altre scuole, ma da noi ogni momento è buono per una gita.
Quindi si sceglie la data, si crea il gruppo investigazioni, si studia la zona, si avvisano i genitori, si prepara lo zaino e via.
Chiesa di San Paterniano. Lunedì. 8:00.
C’è il reporter col taccuino, ci sono gli intervistatori, c’è il registratore-man.

“c’è un vecchietto!! Andiamo”
Parte il suonatore di campanelli.
Drin.
Driin.
Driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin.
” basta suonare, sennò si spaventa!”
Il signor Luigi ci guarda con lo stesso sguardo con cui avrebbe guardato un ippopotamo con una bombetta. Perplesso e smarrito.
Non c’è da biasimarlo, 6 bambini, 1 ragazza, zaini, macchine fotografiche, registratore, sguardo agguerrito di chi è a caccia di informazioni, bocche sporche di cioccolata, stile da campagnoli.
(” ma non dovrebbero essere a scuola???!”)
Parte l’intervistatore:” cos’è successo nel campo sotto via striscioni durante la seconda guerra mondiale?? Eh, cos’è successo??”
” Ma io mica c’ero, sono giovane io!”
Con una domanda ci siamo giocati per sempre la fiducia di Luigi, cinquantenne offeso per essersi sentito attribuito 40 anni di più.
Non ce ne voglia il caro signor Luigi, avevo perfettamente notato la sua giovane età a dispetto dei bambini, è stato usato come cavia per far capire che un uomo di 50 anni non aveva vissuto la guerra.

la gita prosegue, il racconto potrebbe facilmente diventare un romanzo se dettagliassi tutti gli eventi che si sono susseguiti. Procederò per sommi capi.
Italo: 92enne arzillo, ci invita a fare merenda, ci lascia il numero. Ci racconta della guerra, di cosa è successo nel campo, delle bombe e delle case incendiate, della signora che perse una gamba e dei carri armati.
Maria: 90 anni. l’intervista la facciamo al suo capezzale. Sta male, è anziana. E’ felice di vederci, ci racconta della guerra. Piange ripensando alla sua casa bruciata, a quello che ha visto e sentito.
Ci mostra la foto del marito, la medaglia al valore per essere tornato vivo da un campo di concentramento. Abbiamo un appuntamento per il suo compleanno. 24 febbraio. Gli piace mangiare tutto, tranne i maccheroni, quelli proprio no.
” cos’è un campo di concentramento?”
” è quello che abbiamo visto nel libro che ci hai letto l’anno scorso del signore che amava i bambini e partivano in treno?
” sì, era quello del libro di Korczak”.
Serenella: parentesi moderna nel nostro viaggio storico. Ci fa vedere il suo allevamento di coniglietti nani. Uno diventerà nostro. Ci regala acqua e biscotti. Ci chiede di tornare a trovarla”.

CAMBIO DI PROGRAMMA
” andiamo a vedere cosa c’è lassù??”
saliamo, scaliamo, ridiamo, rotoliamo, sgusciamo, camminiamo, cantiamo.
Siamo dove era l’accampamento dei tedeschi.

“GUARDATE!!! HO TROVATO UNA SCHEGGIA DI BOMBA!”

“Anche io!”
“un’altra”

dopo 5 ore di cammino siamo tornati a scuola a piedi, abbiamo incontrato altre persone lungo la strada.
Altri racconti, altre storie.
Siamo a 10 chili di schegge di bombe trovate, dopo 70 anni.
Ferite ancora aperte.
La guerra è tremenda.
” io non voglio fare la guerra da grande”

non dovevamo studiare la seconda guerra mondiale.
Abbiamo scoperto la nostra storia, le nostre radici.
Abbiamo interrogato la terra che calpestiamo.
Intervistato gli alberi, che muti hanno visto tutto.
Abbiamo soppesato il ferro che penetra, che uccide.

Che tutto questo sia un importante tassello nel vostro cammino splendidi cuccioli, che siate uomini capaci di riconoscere e contrastare il male, di riconoscere il dolore, di ascoltare e imparare dalla storia.
Di amare.

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