CARO PAPA’

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Come ogni giorno quando mi sveglio, approfitto dell’abilità soporifera di mio figlio, per sbrigare alcune cose, tipo stendere panni, controllare la posta e i messaggi su facebook.
Questa mattina, già dalle 6, il social network in questione era pieno zeppo di frasi sui papà, di posticce citazioni e di inni ai propri padri.
Cavoli no, non oggi !!
Non mi ero assolutamente ricordata della ricorrenza.
E la cosa non mi interessava tanto per la questione regalino, che a dirla tutta mi inorridisce parecchio, e a breve dedicherò un post a questo, piuttosto ero dispiaciuta per non aver pensato bene a come organizzare la giornata in onore dei papà, come gestire la relazioni con i bambini ponendo l’accento sul ruolo del padre, sulle loro conoscenze ingenue sull’argomento ( hanno tutti un papà?!?cosa fa il papà?).
Insomma per aver potenzialmente bruciato un’ottimo argomento di riflessione, sui ruoli, sulle differenze di genere, ecc…
Poi mi sono accorta che stavo cedendo all’ansia da prestazione, “oggi è la festa del papà, e i genitori si aspettano che se ne parli e si produca !”.
La festa del papà è ogni giorno e ogni giorno è preziosissimo per parlarne e discuterne.

Però una cosa l’abbiamo fatta.
Oggi erano previste danza e musica, all’assemblea abbiamo proposto ai bambini di cambiare programma e di fare un regalo ai papà, ma che fosse un regalo speciale, sentito, autentico.
I bambini hanno rispolverato una loro proposta degli ultimi giorni, il profumo di fiori.
L’assemblea si è espressa positivamente a proposito e acqua dei fiori sia.
Ognuno con un barattolo, ognuno con il suo papà in mente, partiamo alla ricerca.
Tra campi, fossi, “greppi”, prati i bambini corrono alla ricerca dei fiori perfetti.
Ci sono gli accumulatori, quelli che hanno barattoli talmente pieni da non riuscirli più chiudere.
Ci sono i parsimoniosi, quelli che ne prendono appena una manciata.
Ci sono gli ambientalisti, che ne prendono pochi per timore di fare del male.
Ci sono gli esperti, che non prendono delle comuni margherite ma sono a caccia di rarità.
Ci sono i settari, fiori solo bianchi o solo gialli.
Ci sono i “chi più ne ha più ne metta”, che mettono cartucce trovate in giro, ghiande, sassi e foglie.

Torniamo alla base, ognuno con il suo tesoro.
Prepariamo i “paparfum”, le acque profumate di serendipità e affrontiamo il discorso della festa del papà.
Ad esempio, perchè si festeggia proprio oggi??
E così salta fuori la storia di San Giuseppe.
E chi era San Giuseppe??
Ma fin qui ci siamo tutti 🙂

Ed ora il biglietto, il vero regalo.
Nessuna poesia di Neruda, nessun testo ripreso da manuali per insegnanti.
Solo le parole dei bambini, scritte esattamente come loro le dettano.

E così oggi alcuni bambini ( non tutti hanno terminato il loro regalo considerata l’attenzione dedicata al singolo non c’è stato tempo per tutti, gli altri termineranno i prossimi giorni) hanno festeggiato i loro papà con messaggi tipo:

” papà, ti voglio tanto bene e ti voglio dare un abbraccio. E un bacio. Ma prima un abbraccio. E poi le coccole.”
” papà, ti volevo fare un regalino e ho pensato a lungo. Alla fine mi è venuta un’idea. Poi ho pensato: l’idea non va bene! Allora ho pensato : I massaggini!! Baci”.

 

Ogni bambino ha regalato del tempo al proprio papà.
E ancora una volta la disarmante semplicità dei bambini ci schiaffa contro la realtà, ricordandoci che il tempo trascorso insieme è il vero regalo, e non un “feticcio” del nostro amore.

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