CORTO CIRCUITO

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Le lanterne accese quando era ancora giorno iniziano a svelare la loro magia con il calare del sole.
Una luna piena sullo sfondo rende il giardino un quadro mozzafiato.
Le lanterne nascoste dai bambini sugli alberi, timidamente, iniziano a farsi vedere.
Oggi è San Valentino, oggi è m’illumino di meno, oggi è corto circuito, oggi è un altro giorno da vivere assieme, grandi e piccini.
Iniziano ad arrivare persone, sono emozionata, era parecchio che non facevo laboratori e a questo tengo particolarmente. Si è palesato nella mia mente in un lampo, con arroganza ha cancellato tutto gli altri pensieri e sono giorni che lo immagino e fremo all’idea di giocare con la luce, al buio.
Due lunghi tavoli illuminati solo da candele e fili di lanterne che volano, rendono l’atmosfera all’interno non meno magica di quella all’esterno.
Iniziano ad accomodarsi, davanti ogni sedia ci sono: un tavola di legno, una lampadina, un porta-lampadina, fili elettrici, una presa, un interruttore, forbici, e cacciaviti.
Sono emozionata, temo che le lezioni prese dall’elettricista si dissolvano.
Invece l’adrenalina e la gioia entrano in campo a mio favore.
Invito i genitori che fingono indifferenza ad accomodarsi accanto ai loro piccoli, ce ne sarà bisogno.
Iniziamo con la spina, aiutata da un gran foglio di carta mostro come procedere.
Prendere due lunghi fili, “spogliare” le estremità avendo cura di non tagliare il filo all’interno, smontare la spina, allentare le vite, infilare i vili, avvitare, e chiudere la spina.
Convinta che molti genitori, soprattutto papà, fossero già abili in questo, mi ritrovo invece a seguirli passo passo. Alcuni vorrebbero accendere la luce, altri vorrebbero già mollare.
Intanto i bambini pitturano i legni.

Fatto, spine pronte.
Passiamo alla lampadina, poi all’interruttore.
Continuano ad arrivare persone, i genitori ormai “esperti” danno consigli ai nuovi arrivati.
Nel frattempo chiamo i bambini con me, è ora di fare una magia.
E’ ora di disegnare con la luce, e come? ma con una torcia ovviamente!
Ci mettiamo nell’altra stanza, completamente al buio, tranne per un paio di candeline galleggianti nell’acquario che fanno sentire meno solo il pesce in questa oscurità.
I bambini si divertono, inventano, ridono e la magia più grande è vedere i loro disegni di luce comparire nella macchina fotografica, spostarsi nel computer e poi grazie al videoproiettore, diventare giganti opere d’arte nel muro dell’altra stanza.
L’open space gioca a nostro favore, da piccolissime foto a immensi quadri 6×6.
Poi ogni tanto il buio si riempe di luce, iniziano le prove di accensione dei circuiti .
Ce l’hanno fatta, anche chi pensava di mollare dopo 10 minuti. Le lampade sono pronte!

 

Ma non è finita.
Come ultima cosa stampiamo i disegni luminosi dei bambini, forbici, colla e da gesti nell’aria si trasformano nuovamente in luce, sono lanterne, sono vestiti per le nostre lampade.
Soddisfatti e felici dopo quasi 2 ore, le famiglie iniziano ad andarsene.
Dovrei risistemare, mi sembra di tradire il momento magico che si è creato riaccendendo la luce.
Rimando a domani le pulizie.
Mi siedo in giardino, mi godo le piccole lucciole appese, mi godo la notte, da sola, stanca, e sono felice.

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